TeleTrade: Le tasse di Joe Biden sulle classi più ricche avranno ripercussioni sui prezzi degli asset?

Bloomberg ha rivelato che il piano del presidente degli Stati Uniti Joe Biden dovrebbe essere quello di aumentare quasi del doppio l’aliquota fiscale sulle plusvalenze per i ricchi. La proposta di Biden comprende anche l’aumento dell’aliquota di imposta sul reddito marginale dal 37% al 39,6%. La sua amministrazione ha così intenzione di finanziare circa 1 trilione di dollari in investimenti nell’assistenza all’infanzia, nell’istruzione prescolare universale e nel congedo retribuito per i lavoratori, riferiscono fonti che hanno familiarità con il piano. Molti titoli growth con una performance positiva sono scivolati rapidamente al ribasso su queste notizie la scorsa settimana, almeno intraday, alcuni annullando il rialzo dei due o tre giorni precedenti.
Nello specifico, l’indice di mercato generale S&P 500 degli Stati Uniti, che si stava riprendendo da circa 24 ore dopo un precedente movimento al ribasso sulla scia dell’esplosione pandemica in India, è sceso per mezz’ora dal livello di 4170 punti circa a l’area di supporto temporanea più vicina di 4110-4120 punti. Durante la successiva negoziazione negli Stati Uniti e in Asia, il mercato ha recuperato circa un terzo di tale calo, ma le azioni generalmente continuano a comportarsi in modo nervoso. C’è da dire che il sentiment sui mercati azionari è piuttosto eterogeneo. L’indice è rimbalzato sopra i 4150 punti solo il venerdì.
Le grandi aziende tecnologiche come Amazon o Google, che in teoria non dovrebbero preoccuparsi troppo del reddito degli americani più ricchi, sono state invece le più colpite. La ragione potrebbe risiedere nel fatto che questi titoli sono stati solo i più ipercomprati prima della curva media di questo mese. Un’altra spiegazione, sebbene non ovvia, potrebbe trovarsi negli schemi di finanziamento dei budget pubblicitari per promuovere prodotti e servizi su queste piattaforme online. Potenzialmente potrebbero risentirne se alcune di queste opzioni venisse finanziata da tasche private. Ma non è così semplice, dal momento che i dettagli esatti del piano della Casa Bianca sono sconosciuti. Se l’aumento dell’imposta fosse riscosso sul capitale in piena vista, ma non sul denaro investito nello sviluppo, allora potrebbe persino essere un incentivo per gli individui a investire di più con le loro attività personali.
Alla domanda di ulteriori delucidazioni, il segretario stampa della Casa Bianca Jen Psaki ha detto che il presidente avrebbe discusso il suo “Piano per le famiglie americane” durante un discorso al Congresso nell’ultima settimana di aprile. Vige ancora molta incertezza al riguardo, mentre probabilmente i dettagli non verranno chiariti fino a quel momento. Il punto di vista del Presidente sarebbe che “una parte degli oneri della ripresa economica potrebbe gravare sulle spalle degli americani più ricchi e delle aziende maggiormente capitalizzate che potranno permetterselo”, ha detto Psaki. Alla domanda se le proposte avrebbero scoraggiato gli investimenti negli Stati Uniti, Psaki ha risposto che Biden e il suo team economico non ritengono che le misure avrebbero avuto un impatto negativo, commenta l’analista Finanziario di TeleTrade Giancarlo Della Pietà.
Intanto, i servizi di ristorazione e vendita al dettaglio che coinvolgono un bacino di utenti vasto e vario come McDonald’s o Walmart hanno fatto persino registrare un aumento dei prezzi delle loro azioni, poiché è improbabile che questa situazione tagli i loro budget o influisca sui portafogli dei loro visitatori abituali. Secondo fonti Bloomberg, gli americani facoltosi potrebbero dover affrontare un’aliquota fiscale complessiva fino al 43,4%, inclusa l’imposta netta sugli investimenti del 3,8% su persone con un reddito uguale o superiore di $ 200.000 ($ 250.000 somma dei redditi dei congiunti). Attualmente, coloro che guadagnano più di $ 200.000 pagano un’aliquota complessiva di circa il 23,8% inclusa la tassa sugli investimenti netti Obamacare istituita come parte del cosiddetto Affordable Care Act. Ma è improbabile che tutti questi cambiamenti, per le persone con guadagni elevati, influenzino l’industria dei fast food. Le famiglie ricche non andavano in questi posti, e chiaramente non registreranno perdite tali da costringerli ad andarci.
Le azioni di alcune aziende non hanno sofferto affatto ed hanno avuto validi motivi di apprezzamento, come la Harley Davidson, che ha aumentato le vendite di oltre il 10% nel primo trimestre 2020. Scenario simile per le azioni dei provider di sistemi di pagamento, come Visa o MasterCard, che non si curano da quali conti vengano effettuate le transazioni. Per loro, con qualsiasi ridistribuzione di denaro, la modifica dell’ordine degli addendi non cambia la somma, né la commissione. Non è ancora chiaro, invece, come reagiranno le azioni delle più grandi banche statunitensi, come JP Morgan Chase o Citigroup, così come le case di investimento come Goldman Sachs. Finora, hanno dato qualche segno di sofferenza, ma l’effetto finale resta da vedere.
È anche interessante vedere se questa mossa possa incoraggiare alcuni americani tra i più ricchi a spostare il loro capitale “extra” fuori dagli Stati Uniti e nelle giurisdizioni europee. In questo caso, le azioni europee, comprese alcune attività italiane, potrebbero aumentare di prezzo con la revoca dei rigidi blocchi. Tuttavia, può anche darsi che i soldi aggiuntivi andranno a progetti asiatici o semplicemente a società offshore. Ma non si può escludere che le borse europee possano in seguito inseguire Wall Street, superandola addirittura nella crescita.
D’altra parte, il mercato statunitense conserva i propri vantaggi, potenziati da un piano di investimenti in infrastrutture del valore di 3 o addirittura 4 trilioni di dollari, promosso dalla stessa amministrazione della Casa Bianca. Ciò potrebbe avvenire presto dopo che un altro piano di stimolo da 2,3 trilioni di dollari è stato appena messo in atto. Naturalmente, l’UE non può permettersi di spendere una somma di denaro così folle per sé stessa, poiché gli status del biglietto verde e della moneta unica europea sono ancora molto diversi. Ma forse a causa di questo diverso grado di diluizione dell’offerta di moneta, il mercato dei cambi preferisce l’euro al dollaro in questi giorni, aumentando ripetutamente lo scambio EUR / USD sopra 1,20. Le preferenze nel mercato dei cambi, tuttavia, potrebbero non coincidere affatto con il sentiment sui mercati azionari. Le cifre odierne delle vendite al dettaglio nel Regno Unito sono state del 7,2% su base annua, sulla base degli eccellenti valori PMI degli indici delle attività commerciali per l’Eurozona, 63,3 per il settore manifatturiero e 50,3 per il settore dei servizi, gli investitori potrebbero meditare in maniera approfondita su quale costa dell’Atlantico preferiranno rivolgere i propri investimenti.
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